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Opere dall’Apocalisse
Fabio Mauri



VIASATERNA ospita in esclusiva uno straordinario progetto espositivo: FABIO MAURI. Opere dall’Apocalisse.

La mostra, a cura di Francesca Alfano Miglietti, raccoglie per la prima volta una collezione di dipinti e disegni su carta provenienti dallo Studio Fabio Mauri: emozioni e visioni dell’artista che ha fatto dell’ideologia un materiale dell’arte.

Il progetto, organizzato in collaborazione con lo Studio Fabio Mauri e Hauser & Wirth, si muove su un registro espositivo che costituisce un itinerario unitario e coerente: un percorso intimo, in una raccolta di disegni, dipinti e fotografie che si presentano come vere e proprie opere su carta, e che comprendono la serie pressoché inedita dell’Apocalisse (degli anni Ottanta), degli Scorticati e alcuni Dramophone, in cui l’immagine del disco come “mondo già inciso” richiama il tema della predestinazione.

Il significato primo di “apocalisse” è “rivelazione”, gettar via ciò che copre, togliere il velo, letteralmente “scoperta” o “disvelamento”, e Mauri, in queste opere, sembra voler rintracciare nel Caos una poeticità che indaga l’apocalisse non come ‘fine’ ma come incontro. Mauri non indietreggia mai, ma si attesta tra le pieghe di una linea che silenziosamente tocca l’interdetto, il proibito.

Fabio Mauri (1926-2009), che ha conosciuto in prima persona abissi, lacerazioni e inganni delle ideologie del Novecento, è considerato un esponente d’indiscusso rilievo delle neo-avanguardie della seconda metà del XX secolo. La sua attività è molto estesa e comprende installazioni, performance, teatro e scrittura. Autore di una personalissima indagine, durata tutta la vita, sull’insidiosa logica dell’arte, dell’ideologia e del totalitarismo, Mauri esplora la Storia filtrandola attraverso la lente del privato.


Dal 17 dicembre 2021 all’29 aprile 2022 (estesa)
Dal lunedì al venerdì dalle ore 12 alle 19 










Dancing30
 Kings


Viasaterna è lieta di presentare la mostra Dancing30 di Kings, duo artistico costituito da Daniele Innamorato e Federica Perazzoli, con una selezione di opere che include neon, collage, installazione sonora, scrittura e wallpaper. La mostra introduce la misteriosa storia del Club30, locale dance abbandonato e senza tempo, posto al civico mancante di via Leopardi, tra il ventotto e il trentadue. Un’insegna ne svela la presenza e invita a entrare, seguendo l’eco della sua musica. In quell’edificio senza numero “i lavori di ristrutturazione erano appena iniziati quando un giorno avvenne la scoperta. In un’intercapedine tra le scale e il muro portante, avvolto da un nastrino rosso, un pacco di lettere era nascosto con cura. Lettere scritte a mano su carta papiro raccontavano la storia del Club30”. Un luogo surreale, popolato da maschere mitologiche, apparizioni animalesche, donne bellissime ed eleganti signori dell’alta società dal sapore buzzatiano o, ancora, provenienti dall’immaginario del Kubrik di Eyes Wide Shut. Personaggi di cui si scorgono i volti nelle opere a collage di piccole e grandi dimensioni, sovrapposti, ritagliati minuziosamente da altri libri, documenti, stampe in edizione, figurine, tutte combinate insieme, come nell’opera di Dolls House di Max Ernst, dove si trovano all’interno di stanze e finestre affollate di un intero palazzo che rimandano ai gironi danteschi o alla Torre di Babele, in una molteplicità di intrecci complessi.


Dal 19 Aprile al 24 Settembre 2021
Dal lunedì al venerdì dalle ore 12 alle 19











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