Your Silent Face
Luca Andreoni e Zhou Siwei
La mostra Your silent face (Il tuo volto silenzioso)
associa il nuovo lavoro di Luca Andreoni - tra gli autori più attivi della fotografia italiana
contemporanea - intitolato Inferno 1911, con una selezione di opere, anch'esse mai esposte in
Italia, di Zhou Siwei, artista cinese conosciuto per la sua ricerca poetica che combina tecnica e
sperimentazione sulla trama di una filosofia complessa.
Inferno 1911 è una serie fotografica interamente realizzata da Andreoni nel 2014, immergendosi nelle montagne delle Grigne, un massiccio della Lombardia. , o la Grigna è stata teatro di alcune scene di Inferno, uno dei primi kolossal realizzati in Italia. Come Inferno, anche l'opera di Andreoni assorbe l’ambiente ostile di roccia calcarea e nebbia per calare lo spettatore in un'atmosfera sospesa ed enigmatica; dove la fotografia, mezzo privilegiato per penetrare nelle pieghe della realtà, si trasforma in strumento di occultamento. E di perdita: della superficie delle cose, dell'orientamento, della tranquillità.
La semplicità, invece, è il punto di partenza del lavoro di Siwei, che si sviluppa secondo un processo ciclico di ripetizione, evoluzione, progresso, spesso sovrapponendo diversi livelli di colore uno dopo l'altro, provocando con il medesimo gesto un cambiamento continuo. Le opere di Zhou provocano così un costante fremito percettivo, si modificano ad ogni sguardo successivo secondo una logica di inestinguibile instabilità.
Inferno 1911 è una serie fotografica interamente realizzata da Andreoni nel 2014, immergendosi nelle montagne delle Grigne, un massiccio della Lombardia. , o la Grigna è stata teatro di alcune scene di Inferno, uno dei primi kolossal realizzati in Italia. Come Inferno, anche l'opera di Andreoni assorbe l’ambiente ostile di roccia calcarea e nebbia per calare lo spettatore in un'atmosfera sospesa ed enigmatica; dove la fotografia, mezzo privilegiato per penetrare nelle pieghe della realtà, si trasforma in strumento di occultamento. E di perdita: della superficie delle cose, dell'orientamento, della tranquillità.
La semplicità, invece, è il punto di partenza del lavoro di Siwei, che si sviluppa secondo un processo ciclico di ripetizione, evoluzione, progresso, spesso sovrapponendo diversi livelli di colore uno dopo l'altro, provocando con il medesimo gesto un cambiamento continuo. Le opere di Zhou provocano così un costante fremito percettivo, si modificano ad ogni sguardo successivo secondo una logica di inestinguibile instabilità.